Non sottovalutate le potenzialità del commercio elettronico

Sembra essere questo il messaggio proveniente dalla recenti ricerche di mercato in merito all’e-Commerce in italia nel 2012. Infatti, secondo i dati Netcomm l’e-Commerce B2C (Business to Consumer) in Italia cresce ancora con un tasso dell’11% per gli utenti attivi online da aprile 2012 per un giro d’affari di otto miliardi di euro.

Se il 2011 era stato l’anno del boom dei siti di couponing, dei club online e dell’ingresso di Amazon, il 2012 è invece l’anno del consolidamento di questi fenomeni. La ricerca di quest’anno evidenzia inoltre il ruolo sempre più rilevante della multicanalità, soprattutto intesa come l’utilizzo congiunto e integrato di canale fisico e canale online. Molti i benefici: maggiore efficacia nel trasferimento delle informazioni grazie all’infocommerce, incremento nell’efficienza dei processi di punto vendita mediante il “prenota online e ritira in negozio” e miglioramento del servizio al cliente con l’acquisto online e l’assistenza in-store.

Parole e musica di Alessandro Perego, responsabile scientifico osservatorio B2C Netcomm-Politecnico di Milano il quale ha evidenziato i molti benefici legati alle vendite online.

Realmente, il commercio elettronico in Italia sta andando contro tendenza rispetto alla crisi in atto, per cui attivare un canale web di vendita online è un’alternativa valida per avviare una nuova attività a costi contenuti (basta attivare una p. Iva) o per rilanciare l’attività esistente.

I vantaggi in tal senso possono essere molteplici, dai costi non eccessivamente alti per il lancio del sito e per l’attività di web marketing al lavorare da casa senza per forza dover investire troppi soldi comprando o affittando un negozio fisico commerciale.

D’altronde alla faccia di chi ci bolla come “choosy” siamo o no il paese dell’artigianato, dei prodotti tipici e della creatività?

Quindi un primo consiglio è quello di individuare il mercato di riferimento tenendo ben presente che le ricerche evidenziano come i settori più attivi nel commercio elettronico sono il turismo che vale il 46% dell’e-Commerce, l’abbigliamento (11%), l’informatica&elettronica di consumo, assicurazioni (10%), l’editoria, musica ed audiovisivi (3%). Il restante è costituito da tutti gli altri comparti. In definitiva, i servizi pesano ancora per i due terzi dell’e-Commerce B2C.

Una volta identificato il settore di mercato è utile comprendere quanta concorrenza c’è, verificare i costi da sostenere per l’avviamento dell’attività commerciale tramite la camera di commercio e il commercialista per capire l’inquadramento fiscale. In merito alla vendita di prodotti alimentari è necessario essere abilitati con attestati che è possibile prendere seguendo corsi specifici (per maggiori informazioni rivolgersi alla Camera Commercio).

Altra considerazione: con l’e-Commerce non si hanno barriere spaziali quindi i nostri accessori moda o i nostri prodotti alimentari tipici possono raggiungere ogni zona d’italia. Chiaramente è necessario risolvere problemi burocratici amministrativi che non devono spaventare poichè le alternative esistono già, basta solo rendersene conto.

Il web permette di veicolare le eccellenze che da nord a sud sono presenti in Italia. Le stesse eccellenze che a fronte di un minimo investimento per l’allestimento del sito, possono contare su un ritorno quasi immediato.

Mi riferisco a tutte le piccole e medie imprese, che operano in settori nodali dell’economia.
Io vedo un sistema di servizi connessi, di persone connesse e di sinergie produttive pronte a superare questo momento di recessione economica sfruttando il digitale.

Entro fine anno è previsto un ulteriore balzo del 18%, il futuro gioca a nostro favore.

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