Google Penguin vs Webspam

Quando si parla di SEO e delle novità in merito provenienti da Google c’è sempre una parte di SEO Manager che traballa.

Il motivo è presto spiegato: nell’attività di promozione di un sito esistono delle tecniche, che fanno parte del web marketing, utili a rendere visibile un sito web. Tali tecniche devono essenzialmente rispettare le linee guida indicate da Google se non si vuole incorrere in pesanti penalizzazione.

In soldoni si rischia realmente di finire in fondo nei motori di ricerca in riferimento alla parola ricercata. Un pò come accade in Formula Uno per le monoposto che non rispettano le regole e finiscono in fondo alla griglia di partenza.

Non è una novità che gli ingegneri di Mountain View da tempo indicano ai SEO Manager di  tenere sempre più in considerazione la qualità dei contenuti da ottimizzare e pubblicizzare.

Infatti, i recenti interventi di Google, dal Panda a Google Plus, mirano ad esaltare i siti web con contenuti freschi, non duplicati e condivisi naturalmente dagli utenti mediante i Social Network.

Gli ingegneri di BigG hanno aggiornato l’algoritmo: “Google Penguin”

Il Penguin Update supporta il lavoro iniziato dal Google Panda: colpire i siti web che attuano le pratiche di Webspam, cioè tutte quelle tecniche utilizzate al fine di interferire artificiosamente sul naturale posizionamento dei siti web e che utilizzano eccessive tecniche SEO.

Segnatamente Google non vuole andare contro le tecniche di SEO, ma solo contro l’abuso che alcuni siti fanno di queste tecniche. Quindi Google mira a colpire i link “innaturali” in entrata verso il sito web e a penalizzare i siti che fanno uso di keyword stuffing e cioè l’eccessivo uso di parole chiave nei contenuti che non aggiungono nulla al lettore.

L’impatto del Penguin Update sulle query dovrebbe essere inferiore rispetto al Panda (3,1%) e dovrebbe incidere maggiormante nella fase di SEO Off-Page andando a colpire principalmente le pratiche di Article Marketing “low cost”. In sostanza i blog, i siti web o i quotidiani che si alimentano di link in ingresso mediante l’utilizzo dei comunicati stampa replicati provenienti dai siti aggregatori di notizie sono a forte rischio di penalizzazione.

Google ribadisce che è meglio scrivere bene più che scrivere ovunque, rivalutando ed esaltando il ruolo dei blogger come ideatori di news utili all’utenza.

Chiaramente l’impatto reale del Google Penguin Update è tutto da verificare, ma è evidente che Google si aspetta dai SEO Manager l’utilizzo di tecniche White Hat SEO utili ad ottimizzare i contenuti di qualità (copywriting) da affiancare agli aspetti strettamente tecnici quali usabilità e velocità di caricamento di un sito web.

Il tutto abbinato alla seleziona delle parole chiave più adatte permette di migliorare la visibilità del sito stesso sui motori di ricerca.

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