Decoro Urbano è un social network partecipativo completo di app per smartphone per segnalare il degrado nei Comuni e favorire il dialogo con le Pubbliche Amministrazioni.
Decoro Urbano permette ai cittadini di effettuare segnalazioni riguardanti strade dissestate, zone di degrado o abbandono di rifiuti in aree non idonee.
Ci introduce nel mondo di Decoro Urbano Fabrizio Verrocchi, responsabile comunicazione del progetto.
Ciao Fabrizio e grazie per questa intervista. Cos’è realmente DecoroUrbano.org?
Buongiorno e grazie a voi per questa opportunità. La prima riga della tua introduzione dice tutto! Decoro Urbano è nato per contribuire alla costruzione di un filo diretto tra cittadini e Pubblica Amministrazione.
Oggi anche i comuni più virtuosi hanno a disposizione strumenti limitati: una telefonata, un fax, una mail sono canali chiusi, tra il singolo cittadino ed il funzionario che risponde.
Tramite il sito e l’app di Decoro Urbano ogni segnalazione ed ogni intervento acquistano visibilità, trasformando questo processo nel modo più opportuno, ovvero rendendolo pubblico.
Come nasce la vostra startup?
In realtà Decoro Urbano nasce all’interno di un “laboratorio di startup”, quello di Maiora Labs, che opera nei settori web, mobile e social dal 2010 e riunisce sviluppatori e creativi provenienti da ambiti professionali diversi, accomunati dal desiderio di costruire progetti innovativi e di utilità sociale.
Sin dalla fondazione di Maiora Labs abbiamo iniziato a lavorare su progetti che unissero la potenza dei social network alla crescente capillarità degli smartphone, per realizzare servizi accessibili a tutti. In questo caso volevamo utilizzare le tecnologie oggi disponibili per una causa che ci stava particolarmente a cuore, creando uno strumento semplice, versatile e gratuito. Così, poco più di un anno fa, è nato Decoro Urbano – WE DU!.
Strumenti come questi, sono molto utilizzati anche oltre oceano (seeclickfix, fixmystreet) ritieni che anche in Italia sia realmente in atto un processo di cooperazione tra cittadini e comuni, un filo diretto tra cittadini e Pubblica Amministrazione?
Gli strumenti che citi ci sono stati di grande ispirazione nella fase preliminare di ricerca. Sono applicati in contesti diversi ma si fondano sul medesimo concetto: permettere ed incoraggiare la partecipazione alla tutela dei beni comuni.
In Italia lo scenario varia moltissimo da comune a comune: in alcuni casi iniziative come Decoro Urbano sono accolte con grande entusiasmo, in altre destano preoccupazioni. La nostra esperienza complessiva è però decisamente incoraggiante, se pensiamo al fatto che in un solo anno un progetto autofinanziato e no-profit come Decoro Urbano abbia raggiunto oltre 50 comuni per un totale che supera il milione di abitanti, vediamo come i numeri siano andati ben oltre le nostre aspettative. Questo lo dobbiamo principalmente alla community, a migliaia di segnalatori che hanno contribuito enormemente a diffondere l’inziativa.
Decoro Urbano, inoltre, rende disponibili le segnalazioni – migliaia su tutto il territorio nazionale – in open data. Questo significa che qualsiasi comune, ente, associazione o singolo cittadino può utilizzarle indipendentemente dall’attivazione per coordinare azioni di volontariato, per informare o elaborare statistiche, per esportarle su qualsiasi sistema di gestione in uso nelle P.A.
Il limite dunque non è il numero di Comuni Attivi quanto piuttosto, ancora una volta, la volontà di partecipare.
Dopo un anno di attività con Decoro Urbano possiamo certamente dire che l’Italia è pronta a recepire queste forme di partecipazione attraverso la Rete.
Fabrizio, come prevedete di stimolare i comuni ad aderire al progetto?
Attraverso la pagina Facebook e l’account Twitter cerchiamo di dare visibilità a chi utilizza Decoro Urbano per la propria città e siamo a disposizione dei cittadini e dei comuni per fornire tutte le informazioni.
Ma il vero motore è la community: la maggior parte delle attivazioni sono arrivate proprio a seguito di un’intensa attività degli utenti, che chiedono a gran voce un’adesione ai propri rappresentanti ed inviano le segnalazioni quotidianamente.
In conclusione, spostando lo sguardo alle startup in Italia, secondo te qual è lo stato attuale delle stesse?
Proprio in questi giorni il team di Maiora Labs sta lanciando un nuovo progetto, dunque siamo nuovamente immersi nel mondo degli startupper.
In merito allo stato attuale delle startup nel nostro Paese direi che è strettamente legato al loro settore di riferimento. In alcuni ambiti gli startupper godono indubbiamente di un’attenzione mai avuta prima. Spero che questi “riflettori” restino puntati anche su chi lavora in ambiti come la democrazia partecipativa, l’open-government, la scienza e la medicina, per chi progetta applicazioni per la mobilità sostenibile e rende più intelligenti le nostre città. Una cosa è certa: c’è molto, moltissimo da fare… WE DU!












[…] Fonte: “TuComunica” […]
[…] E’ un mondo da scoprire e a farci strada è Fabrizio Verrocchi che abbiamo già avuto modo di conoscere in qualità di responsabile comunicazione del progetto Decoro Urbano. […]